giovedì 15 luglio 2010

Pasolini?"No,non si preoccupi".



Anno siderale 2010. Simpatica iniziativa della provincia di Milano. Che con insindacabile arbitriosceglie quali opere meritano d’esser mostrate al pubblico in teatro - se in linea con la politica culturale dell’assessorato - e quali da bollare. E così l’assessore alla Cultura Novo Umberto Maerna (Pdl, of course) chiede che Orgia di Pasolini venga cancellato dal programma “Invito a Teatro” perché

Mi hanno detto che sarebbe meglio non toccare temi scabrosi come l’omosessualità. Una cosa imbarazzante, qui si sta parlando di Pasolini.

Spiega Mino Bertoldo, direttore dell’ Out Off. Perché? Perché, taglia corto Renato Sarti, del Teatro della Cooperativa

Dicono che non sono in sintonia con le linee culturali dell’assessorato, che trasmettono messaggi poco positivi per i nostri giovani

Sì perché a rischio c’è anche dell’altro. Quattordiciluglioduemilaedieci. Piepaolopasolini.

Il messaggio che passa con una
censura, invece, deve essere evidentemente in sintonia con la linea culturale, qualcosa di estremamente educativo.


Fonte:http://l89.radio30metri.com/?p=4409

mercoledì 14 luglio 2010

Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze cosi diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate, a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
pe
r non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.
Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d'amore,
se non d'un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v'hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.


Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l'antico, vergognoso segreto
d'accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
- nel vostro odio - addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
È cosi che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.



Pasolini
(Tratto da: "Ballata delle Madri")

"Questi mi stanno rubando la vita."

Discorso tipico dello schiavo - Silvano Agosti

Comunisti ingrati e fannulloni. - Menomale che Silvio c'è! -



"Noi abbiamo offerto a L'Aquila una vocazione che non aveva più, che aveva perso, era una città che stava morendo indipendentemente dal terremoto, e il terremoto ne ha certificato la morte civile ... il Governo avrebbe voluto fare una nuova università, una Harvard Italiana, e ci è stato detto che volevamo cementificare ... quindi siamo noi, è il Governo che deve andare
a protestare a L'Aquila, non loro
".

"Ho fatto il ricco a Portocervo:che bello!"

L'economia italiana,a detta di Giulio Tremonti e l'illustrissimo Cavaliere, è in netta ripresa. Addirittura,per il secondo la crisi non è mai esistita:"l'Italia sta bene ed è forte",come se fosse la bugia ripetuta ad un anziano malato in punto di morte.
La verità è che il governo italiano,per rimanere a galla e non esser inghiottito dalla melma putrida di cui è diretto responsabile,ha tassato persino i "fantasmi".
Non c'è da meravigliarsi: seguendo questa via,il Paese stesso diventerà "fantasma"(d'altro canto,qual è l'alternativa?L'opposizione tace,stringendo la mano alla maggioranza,facendo credere al cittadino onesto che "è inutile ribellarsi,tanto non potrà mai cambiare nulla").
"Tutta colpa delle toghe rosse,dei comunisti mangia-bambini"(Silvio dixit).
"Tutta colpa di Roma ladrona e del collasso economico della Terronia"(Bossi dixit).
Ma vi siete mai chiesti se quei quattro stronzi al governo,che sputano in faccia al nostro futuro e giocano al "piccolo illusionista" nel nostro presente,conoscano il significato della sacrosanta parola "responsabilità"?E noi cittadini,che deleghiamo al primo venuto le nostre stesse responsabilità?
Un governo responsabile,con cittadini irresponsabili,non potrà mai vedere la luce.
Un governo irresponsabile,con cittadini responsabili,potrebbe essere un punto di partenza. Perchè?Semplice. La democrazia (voglio utilizzare questa parola il più possibile,prima di vederla agonizzare e poi estinguersi)è l'insieme dei cittadini.
Se questi sono dotati di buonsenso (non chiedo mica la luna?!)e di un minimo di senso del dovere,il seme della rivolta contro una fantomatica mignottocrazia è già piantato.
Ma l'aria di vacanze è ormai alle porte:non posso chiedere all'italiano medio di rinunciare alle sue ferie (anticipazione di debiti futuri) e tediarlo con inutili soliloqui da strapazzo.
Qualcuno mi disse che ognuno ha le sue priorità:è vero!La priorità di Berlusconi è la costruzione di un regime totalitario mascherato da Signora Democrazia (in Italia è sempre carnevale,si sa!);la priorità dell'impiegato,sottopagato e tassato per le prossime sei generazioni,è trovare un'offerta Low cost per una vacanza paradisiaca "al fresco";la mia priorità è comprarmi un thè freddo al limone(con doppio ghiaccio) e fingere di essere a Miami beach:l'immaginazione non è ancora a pagamento,vero?Meglio chiedere,prima di fare un salto nel vuoto.
Buon letargo.
Liar.

L'Aquila:una città morta.

Lettera di un’aquilana:

Lettera di un’aquilana

Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto. Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l’Ici ed i mutui sulle case distrutte e ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio o un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema. “Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo”. Loro non scrivono voi fate girare.

su Liberazione – 8 luglio 2010

martedì 13 luglio 2010

Parole arrotolate sulla lingua,

crocifisse sul legno dei tuoi silenzi,

dei miei.

Parole vomitate,

sputate,

urlate,

sussurrate.

Parole non dette.

Parole non tue.

Parole non mie.